Quattro chiacchiere con...

Emanuele Manzi

Hai voglia di presentarti a tutti noi?
Mi chiamo Emanuele Manzi, ho 44 anni e sono nato a Gravedona in Provincia di Como. Le discipline che pratico sono la corsa in montagna, il trail running e il towerrunning. Lo sport è parte integrante della mia vita infatti lo pratico da oltre 30 anni.

Ci dici quali sono la tua più grande qualità ed il tuo più grande difetto?
Dal punto di vista sportivo credo che la mia più grande qualità sia stata la perseveranza e l’impegno che ho sempre messo in ciò che facevo. Il difetto probabilmente è stata la mancanza di cattiveria agonistica in qualche frangente.

Qual è stato il momento più buio della tua carriera?
Nel 2007 sono stato fermato da una microfrattura da stress al femore proprio nel bel mezzo della stagione. Oltre a dover rinunciare a tutte le gare più importanti, compresi i mondiali di specialità, ero dubbioso su quello che sarebbe stato il mio recupero. Fortunatamente la guarigione è stata completa e sono tornato ai livelli precedenti l’infortunio.

Quale è stato il momento più brillante della tua carriera?
Credo che l’argento ai mondiali di corsa in montagna del 2001 disputati in Italia sia stata la soddisfazione più grande raggiunta nella mia carriera.

Quale è stato il momento più divertente della tua carriera?
Il momento più divertente è stato nel 2015 quando vinsi la Snowdon Race, la gara di corsa in montagna più importante della Gran Bretagna. Ciò avvenne pochi giorni dopo la nascita di mia figlia Adele e la mia dedica creò un grande interesse in tutto il pubblico presente e i media che seguivano la gara.

Quali sono i consigli che daresti ad un giovane che intende seguire i tuoi passi sotto il punto di vista della tua carriera sportiva?
Credo che la dedizione e la costanza siano fondamentali per cercare di dare il meglio di sé nello sport. A prescindere dal risultato, penso che essere consapevoli di aver fatto il possibile per rendere al meglio sia elemento fondamentale nello sport.

Spostiamo le lancette dell'orologio in avanti di 10 anni: chi sarai? Cosa starai facendo? In che veste ti immagini?
Probabilmente non sarò più sulle linee di partenza delle gare ma sarebbe bello continuare a restare nell’ambiente, seguendo un gruppo di giovani che vogliano intraprendere questo cammino sportivo. Con il mio team seguo già ora un gruppo di giovani ma al momento il tempo disponibile da dedicare a questo progetto non è molto. Conto che in futuro possa svilupparsi ancor di più.

Ti và di condividere con noi il tuo più grande sogno a livello sportivo e a livello personale?
Il più grande sogno sarebbe quello di conquistare una medaglia olimpica. Purtroppo la mia disciplina non è ancora stata inserita nel programma olimpico ed io non raggiungerò questo obiettivo. Spero comunque che i giovani che si avvicinano al mio sport possano avere, in futuro, questa possibilità.

Quale è il tuo articolo preferito di Salice? Ci spieghi il perché di questa preferenza?
Il mio occhiale preferito è il modello 023 bianco. Posto che io utilizzo sempre occhiali, sia durante gli allenamenti che in gara, lo considero il più adatto alle mie esigenze. Anche durante i tratti più impegnativi e tecnici di corsa in discesa rimane perfettamente aderente al viso e la sua leggerezza lo rende impercettibile. Dal punto di vista estetico poi, adoro la grafica con il tricolore in vista. Sono orgoglioso di portare articoli italiani per far capire anche all’estero quanto valgono i nostri prodotti!



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